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La rivista

Offline nasce dal desiderio di condividere una passione di un piccolo gruppo eterogeneo di persone: noi. Quattro lettori, diversi per età, per convinzioni, per come ci approcciamo alla scrittura, alla politica, alla cultura in generale. Quattro lettori con il comune intento di proporre qualcosa di nuovo, qualcosa di cui noi stessi sentiamo il bisogno, qualcosa in cui le differenze siano motore trainante e non ostacolo. Un luogo, fisico e concettuale, dove esprimersi, dove incontrarsi, dialogare, scambiare idee, dove leggere e incuriosirsi.

Volevamo dare vita a qualcosa di nuovo. Abbiamo letto, discusso, preso in considerazione più possibilità, cercato di scopiazzare le idee migliori delle altre riviste, studiato, analizzato altre realtà, altre situazioni. Cercavamo qualcosa che stupisse, noi ma anche voi, che facesse la differenza, come certi chef d’avanguardia, che destrutturano pietanze, ricreano sapori, inventano piatti e decorazioni.

Alla fine, ci siamo resi conto che dovevamo smettere di cercare, che l’assenza di una linea chiara e forzatamente innovativa era un punto di forza e non di debolezza. Ci siamo resi conto che le differenze non separano ma arricchiscono. Che non volevamo fare una rivista di cultura, di tendenza, di politica o di attualità. Volevamo parlare di ciò che ci piace leggere, dei libri che ci avrebbe fatto piacere qualcuno ci avesse consigliato prima. Volevamo dare spazio a tanti bravi scrittori che non trovano il modo per far sentire la loro voce, o che meriterebbero di farla sentire di più.

Questa è diventata la nostra linea. Proporre idee, per stimolarvi. Vogliamo sentire la vostra opinione, le vostre parole, i vostri pensieri. Vogliamo leggervi. Vogliamo coinvolgervi, rendervi co-autori di Offline. Per questo vi invitiamo a mandarci storie, commenti, a completare il nostro racconto a puntate, a farci sapere cosa ne pensate dei libri che recensiamo, delle interviste e delle rubriche che proponiamo.

Nella nostra testa Offline non è semplicemente una rivista, ma uno spazio comune, un luogo di incontro. Un luogo di letteratura, di scrittura e confronto. Noi ci siamo, siamo pronti, e voi?

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